Per una nuova musica contemporanea

“Fin dalla prima prova del trio abbiamo messo mano a una quantità enorme di materiale. Abbiamo scritto molti brani originali per la nostra formazione, ma anche trascritto molto i classici. Da Monteverdi e Kapsberger ai Beatles e Cage. Come prassi di studio, di ricerca, per cercare una nuova via, per inventare nuovi paesaggi.
Ci colpì subito il timbro del trio, e il fatto che potessimo sentirci a nostro agio su repertori così lontani tra di loro”

Barracuda (F. Ganassin)

Halab (L. Chiavinato)

Gnossienne n.1 (E. Satie)

E’ un vero piacere ascoltare e riascoltare questo disco che cattura dal vivo un concerto magico di questo trio acustico. Piacere per il blend degli strumenti, per l’immaginazione scevra di luoghi comuni, per la capacità di sintesi e per la naturalezza con cui i confini di “genere” non vengono neppure presi in considerazione. La massima modernità sembra trasparire dai suoni più antichi.
( Francesco Martinelli )

La proposta di New Landscapes fa presa, immediatamente, sull’ascoltatore. È una musica certo non facile ma di grande impatto, intessuta com’è di bellissime, sognanti, linee melodiche, di
suggestioni e sfumature sonore mai banali, d’intensi profumi d’un oriente onirico e carnale allo stesso tempo.
( Jazz Convention, Marco Buttafuoco )

La perizia e l’ascolto reciproco fra i musicisti mette sempre in primo piano la musica suonata rispetto alla tecnica e sa creare spazi “sospesi” in cui apprezzare i singoli strumenti mentre disegnano scenari parziali e aperti a registri sonori diversi che solo l’interazione a tre porta a compimento.
( Il Giornale della Musica, Alessio Surian )

Non c’è dubbio: è uno dei dischi più interessanti del 2017. A cavallo tra minimalismo, ambient, drone music, prog, con una sonorità davvero unica.
( Enrico Merlin )